About

Paolo Leone

Questo è il blog che parla del mio progetto “globetrotter” di viaggio intorno al mondo in autostop. Qui scrivo i miei pensieri, come organizzo gli spostamenti, racconto tramite le foto i luoghi che ho visitato, do suggerimenti a chi vuole intraprendere la stessa strada.

Se vuoi sapere di più su chi sono e su come funziona il progetto globetrotter, qui di seguito puoi leggere la mia “biografia”  ed il concept, con le annesse regole. Clicca per aprire la relativa sezione…

Sì lo so, sono un po’ lunghe, ma meno di così non sono riuscito a scrivere! 🙄

Chi sono

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Nerd,  laureato in informatica e da sempre entusiasta del web, della programmazione e di tutte le sue declinazioni: sono Paolo Leone, in arte pleone, nato a Termoli ( Molise ) nel lontano 1983.

Ho lavorato da sempre in ambito digitale e web: programmatore PHP, programmatore Java, analista software, Senior PHP Web Developer, Team Leader. Il mio lavoro mi piace molto, dato che il mio hobby e la mia passione si sono poi trasformati nel mio pane quotidiano; ho trovato soddisfazione in ambito lavorativo, avendo la fortuna di lavorare per grandi realtà  e con persone squisite.

Ma purtroppo soffro da sempre la “monotonia”. Infatti nel 2011 dopo aver studiato per 4 anni e lavorato per circa 5, lascio Bologna e vado alla volta di Treviso. Qui subito un primo cambiamento radicale: decido di abbandonare un contratto a tempo indeterminato a favore della partita iva: non è pazzia, semplicemente non conoscevo il mondo delle fatture, delle ritenute e del commercialista, ero curioso … ma soprattutto non mi piaceva l’idea di “sedermi” a causa di un posto fisso.
La partita iva mi da subito una scossa ( tasse comprese!) e mi fa fare tanti lavoretti, oltre al mio principale in una grande azienda di comunicazione. Ma non basta.

Nel dicembre 2011 fondo Webforall , un’associazione no profit, assieme ad un amico di Bologna. Anche qui un discreto successo: interviste al Corriere, a Radio Rai e l’occasione di organizzare un evento durante la digital week a Venezia. Ma qualcosa ancora non va.  Sento che qualcosa mi sta sfuggendo di mano.

Provo a differenziare il lavoro: dal Novembre 2013 mi butto nel fantastico mondo dei Maker  : quello che ne vien fuori è #statento (video) e una gag con Renzi. Tutto molto divertente, ma anche questo dopo un po’ mi scoccia.

E allora penso di cambiare posto, vorrei andare all’estero, complice il pessimo momento vissuto dall’Italia del 2013/2014: così inizio ad immaginare dove mi piacerebbe vivere, a cercare lavoro e fare colloqui. Tante idee e tante offerte interessanti … Ma quello che realizzo è che probabilmente anche cambiando luogo prima o poi arriverei a dire “mi so rotto il cazzo” ( mia frase tipica 🙂 )

E da lì parte tutto: capisco che prima di stare bene con gli altri e con il mondo, devo stare bene con me stesso. Capisco che non è solo il lavoro a dare soddisfazione, entro sempre più nell’ottica del downshifting e cerco di dedicare più tempo a me stesso. Sport, nuovi hobby e … quello che più mi piace fare: viaggiare.

Dal downshifting al “globetrotter” il passo è breve: mollo tutto e vado a fare quello che mi piace davvero. Ho voglia di ubriacarmi di vita, di conoscere tutto e tutti. Quello che accadrà dopo … non mi importa e non mi spaventa. So che il futuro mi si presenterà sotto forme diverse, sono fiducioso e allo stesso tempo ansioso. Non vedo l’ora di partire.

E quindi che viaggio intorno al mondo sia, in autostop. Vi saluto: ” Ciao Zombie, vado a vivere! ”

Ah dimenticavo… Sì, porto SEMPRE gli occhiali da sole!  😎

Il progetto Globetrotter

A partire dalla fine del XIX secolo si manifesta una nuova forma di viaggio, praticata dai globetrotter. Questi viaggiatori vissero una stagione d’oro nei primi decenni del Novecento, proponendo spedizioni improbabili con mezzi improvvisati e finanziando spesso il viaggio con la vendita di cartoline illustrate. [Wikipedia]

Come ho descritto nella sezione precedente, l’idea di un viaggio intorno al mondo in autostop scaturisce da una serie di circonstanze: voglia di viaggiare, benessere interiore, curiosità, rottura degli schemi.

Il nome Globetrotter si adatta perfettamente al progetto: un viaggio improbabile, con mezzi improvvisati e con finanziamenti on-the-road.

L’obiettivo è quello di visitare tutti i luoghi elencati nella pagina degli obiettivi: parte di questo elenco l’ho fatto navigando tra i vari blog di viaggio, ma molti mi sono stati suggeriti da lettori ed amici. E’ una lista aperta, quindi potenzialmente potrei non terminarla mai 🙂
Se anche tu vuoi consigliarmi un posto, non esitare! Contattami e dammi qualche informazione sul posto da visitare.

Durante il viaggio avrò con me della strumentazione per documentare e condividere emozioni, luoghi, sensazioni e, perchè no, anche disavventure che potrebbero presentarsi.
L’idea è quella di un social-media-world-tour: voglio scrivere, trasmettere l’esperienza ed il suo brivido, ma allo stesso tempo condividere i miei problemi, le soluzioni e le best practices affichè chiunque voglia buttarsi in un’avventura simile alla mia possa avere un punto di partenza e magari qualche consiglio da chi c’è già passato 😉

Come ogni buon progetto che si rispetti ci sono delle regole e delle limitazioni da seguire.
Sono “dieci comandamenti“, che elenco qui di seguito:

  1. Durata minima del viaggio: 6 mesi. Non si torna indietro, se non per gravi accadimenti. La durata massima non è specificata.
  2. Si viaggia in autostop. Si paga lo spostamento solo in casi estremi come:
    a. Traversata oceanica ( se non si può tramite lavoro in barca, si va in aereo)
    b. Infortuni, condizioni di salute, emergenza
  3. L’alloggio deve necessariamente essere trovato tramite amici, couchsurfing o presso ostelli ( possibilmente pagati in cambio di lavoro)
  4. Il cibo deve essere a km zero. Limitare il più possibile fast food e catene, a meno di pranzi offerti, fame estrema o finanze in rosso.
  5. Finanze: il budget iniziale sarà dettato dalla vendita dell’auto, della moto e delle chincaglierie in casa. Quel budget potrà essere incrementato solo tramite lavori durante il viaggio o donazioni. Se finiscono i soldi si torna a casa.
  6. Il blog va costantemente aggiornato,con post e con i check-in nei vari luoghi visitati.
  7. Ogni buona azione va premiata: chi mi aiuterà finirà per direttissima nella pagina dei ringraziamenti.
  8. Tutte le cartoline promesse ( vedi la pagina apposita per capire meglio ) vanno spedite.
  9. Nelle foto devo avere sempre un paio di occhiali da sole in testa.
  10. Sentire la mia famiglia almeno una volta a settimana.

  • Francesco Susi

    Bella Pleone!
    non sapevo nulla di questo tuo progetto, l’ho scoperto ora per sbaglio!!
    Sono rimasto molto sorpreso e contento di questa tua scelta! =) Immagino non sia stato per nulla facile!
    Sai, e’ una di quelle cose che sento di fare anch’io, ma devo ancora sbattere la testa su molte cose, farle maturare, per trovare quella coerenza d’animo di cui parli (il benessere con se stessi).
    Ti auguro tutta la fortuna possibile e spero che riesci a trovare la tua strada, xke infondo (come dice in waking life, ma nn solo..) “non importa la destinazione, ma solo il viaggio!” =)

    Francesco

  • E, un’ultima cosa :), più che un augurio, un motto: .. b r e a t h e .. the Universe is taking care of everything else ..