Press

Dicono di me …


Primonumero.it - 10/02/2016

“Paolo e il suo giro del mondo in 500 giorni: Che bello incontrare termolesi nell’altro emisfero.”

Continua a leggere su:
www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=21271

Couchsurfing.org - 12/02/2015

“Perchè fare couchsurfing?”
“Per ritrovare una normalità perduta. E’ normale aiutarsi l’uno con l’altro, è normale conoscere culture differenti, è normale viaggiare. Mi piace essere normale.”

Continua a leggere (inglese) su:
http://blog.couchsurfing.com/why-we-couchsurf-join-the-circus-travel-to-foreign-lands-redefine-normal

Il tascapane - 10/01/2015


Paolo Leone, 31 anni, molisano, informatico laureato a Bologna, dopo qualche anno di vita stanziale (e lavoro) tra Emilia e Veneto “s’è rotto il cazzo”.
Il Tascapane

Dailymag - 29/12/2014

“Un viaggio lungo una vita: lascia tutto e fa il giro del mondo in autostop”

http://www.dailymag.it/un-viaggio-lungo-una-vita-lascia-tutto-e-fa-il-giro-del-mondo-autostop/

Servizio TV a Teleregione, Emittente del Molise - 21/09/2014


Servizio andato in onda sulle emittenti regionali.


( https://www.youtube.com/watch?v=5xjointCpYk )


Caterpillar, Radio Rai 2 - 18/09/2014

Intervista in diretta durante il primo giorno della partenza, da un autogrill mentre prendevo un caffè 😀

Qui disponibile l’estratto dal podcast per il download: caterpillar.mp3

Primonumero, Termoli e Molise - 16/09/2014

Paolo, che ha mollato il lavoro e ha venduto tutto per fare il giro del mondo in autostop.
Ha lasciato il lavoro per cambiare prospettiva di vita e vivere un’esperienza fuori dagli schemi: un giro del mondo col «pollicione».
Lui si chiama Paolo Leone, 31 anni, termolese e con una consolidata esperienza nel settore dell’informatica: «Non ero felice e non sopportavo una vita monotona». Zaino, computer, cellulare e una Gopro in tasca ha le idee chiare su come organizzare il lungo viaggio dall’Italia all’Europa, all’Australia e poi si vedrà. Si è dato anche un decalogo, tra i comandamenti c’è l’obbligo dell’autostop (tranne per le eventuali traversate oceaniche o i necessari viaggi in aereo; non mangiare mai nei fast-food ma preferire sempre il cibo locale; dormire solo da amici o con il sistema di ospitalità in stile coachsurfing; indossare sempre gli occhiali da sole. E tra i progetti ci sono un blog, interviste e tanto altro.

Continua su:
primonumero.it


Informagiovani, Ancona - 12/09/2014

La forza ( e il coraggio ) dei sogni.

Se parlate con un uomo o una donna di scienza vi diranno che non esistono i sogni premonitori. E probabilmente a ragione affermeranno che quel che sogniamo di notte non ha può avere in sé alcuna anticipazione di quel che ci accadrà il giorno successivo. Ma oggi noi vogliamo invece parlarvi dei sogni, non per la loro capacità di prevedere il futuro quanto per la forza che hanno, a volte, di aiutarci a cambiarlo, modificarlo, renderlo più vicino alle nostre aspettative, ai nostri bisogni e, perché no, ai nostri piaceri.

Quindi oggi vi presentiamo una storia che parte da un sogno per diventare realtà. La storia è quella di Paolo Leone che lo scorso 7 luglio, giorno del suo 31esimo compleanno, ha fatto la pazzia.

[ … continua sul sito ]

La Tribuna, edizione web - 29/08/2014

di Valentina Calzavara

«Less is more» dicono gli inglesi, massima che, dalle nostre parti, suona più o meno così «meno è meglio».

E mai ci fu proverbio più azzeccato per il “trevigiano” Paolo Leone che si sta preparando a partire per un viaggio intorno al mondo in autostop, liberandosi di tutto il superfluo.
Nato a Termoli, in Molise, 31 anni fa, per lui Treviso è come una seconda città. Qui nella Marca ha coltivato vita, lavoro e amicizie per tre lunghi anni tanto da essere stato soprannominato “il nuovo ragazzo di San Giuseppe”.

«Ho studiato informatica a Bologna e poi mi sono trasferito a Treviso dove ho trovato lavoro presso H-Farm di Roncade. Ora ho deciso che volevo modificare qualcosa della mia vita. Avevo bisogno di andare all’estero, di vedere posti nuovi, di uscire dagli schemi», racconta, «così ho abbracciato la filosofia del downshifting, lavorare il giusto dedicando più tempo a fare quello che ti piace. Nel mio caso, viaggiare. E così, da maggio, questa idea ha cominciato a prendere forma».

Addio quotidianità, certezze, routine. Dopo averci pensato su, Paolo si è licenziato, ha disdetto il contratto d’affitto della casa, ha comunicato la decisione alla sua famiglia.

A breve, tra il 15 e il 20 settembre, partirà, nel nome dell’avventura, che non significa solo strade e luoghi, ma anche un’occasione per stare con se stessi e con gli altri, magari incontrati per la prima volta lungo la strada della propria esistenza.

«In un primo momento mi farò le ossa in Europa, andrò a trovare Stefano in Svizzera, Fabio in Spagna, Dalila in Portogallo e, verso Capodanno sarò alle Canarie», anticipa, per poi proseguire a Nord. Attraverserà la Manica per vedere l’Inghilterra e salutare Pam, l’Irlanda e la Scozia. Da qui, volerà in Australia e poi… I tre puntini di sospensione sono d’obbligo. «Chi lo sa, mi si aprono tante porte. Nuova Zelanda, oppure la risalita a Oriente, Indonesia, Malesia. Vedremo strada facendo».

All’emozione per tutto quello che lo aspetta, più ignoto che noto, Paolo aggiunge anche un briciolo di nostalgia, nel lasciare Treviso. Sorride e ricorda. «Mi porterò nel cuore Piazza dei Signori, luogo di nottate e risate bevendo un’ombra con gli amici. E poi la cucina veneta. Mi fanno impazzire il radicchio al forno, la porchetta e la pasta e fagioli». Gli mancherà anche la sua casetta a San Giuseppe, la gente del quartiere, gli affetti coltivati nel Trevigiano. Per il resto, «less is more».

Nel suo blog del viaggiatore (http://globetrotter.pleone.it/it) la lista di oggetti è quasi tutta depennata. Ha già ceduto mobili, capi d’abbigliamento, la sua Opel Corsa, restano ancora una moto, una webcam, una tenda da campeggio. «Nel film “Tra le nuvole” George Clooney ci racconta che più cose abbiamo più lentamente ci muoviamo e così la penso anch’io. Per questo ho deciso di vendere tanta roba che avevo in casa. Me ne libero e racimolo un po’ di denaro per questo progetto, in parte finanziato dallo sponsor Subito.it».

Progetto che però ha delle peculiarità: è stato deciso il momento dei saluti, ma non c’è data di ritorno e non esiste un calendario vero e proprio. «Sarà la vita a condurmi. Guardo al presente e penso che sarà il futuro a presentarmisi davanti». Chilometri totali? Chi può dirlo.

http://ricerca.gelocal.it/tribunatreviso/archivio/tribunatreviso/2014/08/29/NZ_24_C.html